Lussazione della spalla: esercizi utili per tornare a fare sport

La lussazione della spalla consiste nella fuoriuscita della testa dell’omero dalla sua sede articolare. Gli sportivi sono di solito più a rischio, ma può avvenire anche in soggetti sedentari.

La spalla è un’articolazione che necessità ampi movimenti per poter svolgere tutte le attività in cui è coinvolta, ma anche di grande stabilità per poter sopportare i carichi.

Come avviene la lussazione della spalla?

La lussazione della spalla è frequente in sport di contatto come rugby, hockey o basket, in sport di lancio come il baseball o la pallavolo, o in sport dove sono frequenti le cadute, sci o pattinaggio.

Può avvenire per un contatto brusco tra i due atleti durante uno scontro di gioco, una caduta in cui si appoggia la mano per terra per protezione con la spalla extraruotata. Oppure con un lancio brusco.

A volte è presente una lassità congenita che porta ad una maggior probabilità di lussazione della spalla.

Una dei principali fattori di rischio è una precedente lussazione a causa della quale le strutture sono già più lasse del normale.

Quali sono le prime cose da fare dopo una lussazione della spalla?

Dopo una lussazione della spalla ed in particolare se questa non rientra nella sua sede è indispensabile recarsi in pronto soccorso per far ridurre la lussazione da un medico, a meno che questo non sia presente durante l’infortunio.

Vengono solitamente eseguiti degli esami diagnostici per valutare la gravità della situazione, come radiografia, RM o Tac. Questo serve a capire se sono presenti eventuali fratture o microfratture, se sono presenti lesioni cartilaginee o legamentose.

Se ci sono lesioni importanti il medico deciderà di operare per ripararle.

Spesso però, specialmente se siamo di fronte alla prima lussazione e senza gravi lesioni si procede con un trattamento conservativo.

lussazione spalla cosa fare

In cosa consiste il trattamento conservativo di una lussazione di spalla?

La riabilitazione dopo una lussazione assume un ruolo molto importante. Sono infatti frequenti le recidive, e uno dei modi per diminuirne il rischio è quello di ripristinare un corretto movimento e stabilità di spalla. 

A volte infatti rimangono delle strutture parzialmente lesionate come capsula e legamenti. Si deve quindi sopperire a questa instabilità con la forza muscolare.

La prima fase consiste in un periodo di immobilità per fare in modo che le eventuali strutture lesionate si cicatrizzino. Una volta rimosso il tutore è necessario recuperare la mobilità completa della spalla.

Il secondo aspetto è poi quello di recuperare forza e controllo muscolare per poter ritornare a fare gli stessi movimenti di prima diminuendo il rischio di nuove lussazioni.

É importante la collaborazione col medico e fisioterapista per sapere le tempistiche in cui si può iniziare a fare esercizi più duri senza rischiare altre problematiche

Uno sguardo alla letteratura scientifica sulla lussazione della spalla

La riabilitazione dopo la lussazione di spalla è un ambito ancora poco studiato. Di recente però il Derby Shoulder Unit, la sezione di chirurgia e riabilitazione della spalla dell’ospedale di Derby, ha pubblicato e testato un interessante protocollo di riabilitazione per le lussazioni non traumatiche di spalla.

Consiste in una serie di esercizi con difficoltà graduale da svolgere giornalmente.

Sono divisi in due gruppi di esercizi. Uno lavora sulla forza, l’altro sul controllo muscolare e la stabilità. Si esegue un esercizio per ogni gruppo fino al raggiungimento dell’obiettivo e poi si passa all’esercizio successivo. Ogni coppia di esercizi si ripete due volte al giorno.

Qui sotto le due tabelle con riassunti gli obiettivi da raggiungere:

lussazione di spalla

gruppo 1: si inizia dal primo esercizio fino al raggiungimento del target (n° di ripetizioni colonna a fianco) e poi si passa all’esercizio successivo. Tratto da Bateman et. al 2015

lussazione di spalla

gruppo 2: fino al raggiungimento dell’obiettivo in tempo. Tratto da Bateman et. al 2015

Ecco altri esercizi da fare:

La maggior parte degli esercizi può essere effettuato in autonomia, ma è necessaria la supervisione di un fisioterapista soprattutto nelle prime fasi.  NO FAI DA TE!

Esercizio 1 a – Drop & Catch

Letteralmente vuol dire: fai cadere e prendi.

La partenza è a braccio teso a 90°, l’esercizio consiste nel lasciare cadere un pesetto da un chilo e riprenderlo. Lo si esegue ripetutamente finché non si arriva ad avere il braccio stanco.

Quando si riescono ad eseguire 100 ripetizioni senza doversi fermare si passa all’esercizio successivo. Lo stesso esercizio viene fatto su una gamba sola (lato opposto al braccio) e con gli occhi chiusi con il medesimo target.

Esercizio 1 b  -Drop & Catch in rotazione interna

L’esercizio può essere eseguito da proni o in piedi.

La partenza è con il braccio abdotto a 90° e il gomito piegato a 90°. Si esegue lo stesso movimento dell’esercizio precedente, ma andando nella direzione della rotazione interna. Il target per poter passare all’esercizio successivo sono 100 ripetizioni.

Esercizio 1c: The Drop & Catch in rotazione esterna.

L’esercizio viene eseguito da proni.

La partenza è con il braccio abdotto a 90° e il gomito piegato a 90°. Si esegue lo stesso movimento dell’esercizio precedente, ma andando nella direzione della rotazione esterna. Il target per poter passare all’esercizio successivo sono 100 ripetizioni.

Ancora una volta, soprattutto nelle prime fasi, la spalla è ancora instabile e uno di questi esercizi effettuato male può portare la spalla a lussarsi nuovamente.

La rieducazione post lussazione di spalla sarà quindi un mix di tecniche eseguite dal fisioterapista, in particolare per recuperare la mobilità, ed esercizi svolti in supervisione.  

É importante un lavoro con costanza per ottenere risultati ottimali e ridurre il rischio di recidive.

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